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SEPARAZIONE CONSENSUALE
Separazione consensuale senza avvocato
- Come fare?
E' possibile in Italia una separazione consensuale senza avvocato?
Certo, in quasi tutti i tribunali.
Cosa serve allora per fare una separazione consensuale?
Nel caso in cui i coniugi che vogliono separarsi non abbiano figli, la separazione diviene molto semplice in quanto una volta stabilite le condizioni patrimoniali della separazione consensuale, il giudice difficilmente le respingerà.
In tali casi tuttavia è consigliabile un appuntamento presso un legale al fine di essere sicuri di valutare ogni situazione in modo equo, onde evitare di recarsi invano per udienze e rinvii che potrebbero esasperare la situazione della coppia.
Conviene la separazione consensuale senza avvocato?
In realtà è sempre meglio la valutazione di un professionista del settore, in quanto difficilmente le competenze di due coniugi e gli stati d'animo di una separazione consentono una ponderazione seria degli interessi in gioco.
Cosa succede se vi sono figli?
In tal caso la separazione consensuale senza avvocato è senz'altro sconsigliabile, in quanto il giudice può, per espressa previsione di legge respingere le condizioni di una separazione consensuale ove le ritenga inique nei confronti della prole. Il rischio dunque di vedersi respinta la procedura di separazione consensuale è ben concreta.
Considerando i possibili rinvii ed il tempo necessario al fine di addivenire ad una soluzione, la separazione consensuale senza avvocato si rivela in tali casi uno strumento da evitare.
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Sapevate che l'avvocato che vi assiste in controversie familiari, magari proprio della separazione, non può poi assistervi nuovamente in successive controversie con il partner?
Questo perché l'art. 37 comma 3, del codice deontologico professionale, vieta all'avvocato che abbia assistito congiuntamente i coniugi in controversie familiari di prestare la propria assistenza in favore di uno di essi in successive controversie tra i medesimi, e prevede un obbligo assoluto di astensione, che trova fondamento nell'esigenza di garantire la massima tutela possibile agli alti interessi in gioco nella materia del diritto di famiglia.
In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la decisione del C.n.f., il quale aveva ritenuto illecito il comportamento di un avvocato che, dopo aver assistito congiuntamente i coniugi in un procedimento di separazione consensuale non conclusosi con l'omologa, aveva assunto la difesa di uno di essi nel successivo giudizio di separazione.